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Nel volgere degli ultimi 30 anni il vecchio borgo rurale di 850 abitanti si è trasformato in una borgata milanese nel verde con gli attuali 3.100 abitanti.

Il vecchio borgo è attraversato dalla strada vecchia provinciale Sordio Bettola che ne delimita il confine occidentale con le sue annose case, cascinali ed aziende agricole, ancora operose, per tale borgo ora arrivato al titolo di “centro storico” .

Raccolti attorno al campanile della bella chiesa dedicata a San Giorgio martire i vecchi veri “Dresanesi” hanno visto il sorgere del Villaggio della Madonnina intorno al 1957. Questo Villaggio prende nome da una cappella votiva dedicata alla Madonna Addolorata che proprio in quel luogo esisteva già dal 1750 all’incrocio tra la strada Pandina e la Sordio Bettola.

Più tardi nel 1962 Monsignor Tarcisio Benedetti benediceva la prima pietra per il nuovo Villaggio Ambrosiano che villetta dopo villetta giunse a 220 alloggi formando così un rione a se stante.

Ma la storia di Dresano risale ai tempi romani, dopo la conquista dell’alta Italia ed il loro assestamento nel dominio della Gallia. Il suo nome denota chiara origine romana; il “Dizionario di Toponomastica Lombarda” ci dice che derivi da Arisius, che poi diventa Darisius, Daresius, Darexianus, Daresano, Dresano.

Prima dell’anno 1.000 Dresano era possedimento del Monastero di San Pietro in Lodi Vecchio i cui monaci, riducendo le paludi, ritracciando rogge, fossati e la vecchia strada consolare, lo trasformarono in un borgo fertile e produttivo.

Un po’ d’anni dopo queste terre sono ricordate nel Testamento di Ariberto d’Intimiano, che ne assegna i beni ai monasteri, alla chiesa ed agli ospedali di Milano, con altri beni del Lodigiano.

Alla morte di Ariberto, Giovanni abate di S. Dionigi ricorre alla potenza di Enrico II° per ottenere la riconferma dei beni stessi; così l’Imperatore con suo diploma del 22 febbraio 1045 rinfranca i beni di Dresano e di altri luoghi del Lodigiano, mentre decime vanno a beneficio dei curiali di Lodi.

La Pieve di Darexianus nel 1261 paga di taglia tre denari imperiali al legato pontificio Guala per sovvenzionare la guerra di Sicilia contro Manfredi della casa Sveva. I Capitanei Cuzigo di Melegnano erano i fondatori di Dresano fin dal principio degli anni 1000 e furono privati dei beni per ordine del Papa Innocenzo IV nel 1252, perché seguivano le parti di Federico II° che sosteneva l’antipapa.
Sul principio del XIV secolo possedevano i terreni di Dresano i Della Torre (Torriani); dopo la loro cacciata i beni passarono ai Visconti e poi da Bernabò Visconti vennero assegnati al monastero di S. Ambrogio di Milano. Il Monastero ne aveva la giurisdizione feudale con il diritto di pesca nell’Adda e nella Muzza.

Nel 1458 i beni di Dresano passarono all’Ospedale Maggiore di Milano, la celebre “Ca’ Granda” e nel 1500 la bella Cascina Belpensiero divenne la casa di ferie dei Fatebenefratelli.

Le facili comunicazioni di Darexianus, situato sulla via consolare che univa la via Francigena alla via Emilia lo resero itinerario dei pellegrini che potevano toccare nel loro viaggio verso i luoghi sacri della fede le bellissime Certosa di Pavia, Abbazia di Chiaravalle, Abbazia di Viboldone, Abbazia di Calvenzano, Basilica di San Bassiano in Lodi Vecchio, Abbadia Cerreto tutte in raggio massimo di 18 Km da Dresano.

Non conosciamo molto della antica chiesa di Dresano che qualcuno fa risalire al 600.E’ certo che rimangono tracce della vecchia costruzione nel leggiadro campanile e nell’ abside, due strutture che si sono mantenute e sono state conservate fino ai nostri giorni.
La struttura parrocchiale è ottagonale, la sua forma ed il suo stile richiamano molto due chiese presenti nella diocesi di san Bassiano: la celebre Incoronata di Lodi e la meno conosciuta parrocchiale di Marudo. Recentemente nel 1989 la chiesa è stata interamente restaurata ed ora, definita a ragione dagli studiosi un vero gioiello d’architettura, si presenta in tutta la sua smagliante bellezza.
Della storia più recente di Dresano si trova nell’archivio Comunale un documento di eccezionale interesse, ossia il rilievo del confine territoriale tra i comuni di Dresano e Colturano effettuato il 1° agosto 1866. In esso appare delineata la proprietà di Alessandro Manzoni.

Questi terreni erano stati ereditati dal poeta per testamento di Carlo Imbonati. Alessandro Manzoni lasciò in eredità ai propri figli ed ai discendenti delle figlie premortegli. Ma i numerosi eredi con atto notarile 8 settembre 1875 vendettero la proprietà al Sig. Carlo Foini e poi alle famiglie Magni i cui eredi ancora oggi risiedono nelle bella casa del Manzoni.

 

COSA VEDERE

Cascina Belpensiero

l centro storico di Dresano vanta l’antica cascina Belpensiero, la cui aia è dimora di un platano secolare. La cascina viene già citata in fonti storiche del 1500 ed è tuttora immersa tra i campi a 1 km dal paese.

INFO
Cascina Belpensiero
Str. Belpensiero
20070 Dresano MI