Il borgo di Assiano, situato a metà di via per Cusago, è un vecchio borgo rurale risalente alla dominazione romana piazzato nel bel mezzo di 450 ettari di prati e rogge che avrebbe dovuto essere recuperato grazie a Expo, ma che invece è riuscito a “resistere” alla lusinghe dell’Esposizione universale e a mantenere intatta la sua antica conformazione. Attorno crescono palazzoni e capannoni. Su tutti e quattro i punti cardinali è circondato da centri commerciali e parcheggi sterminati, ma lui non ne vuol sapere di mettersi al passo col resto della città. Continua a rimanere lì, malconcio ma uguale a se stesso, con le sue corti desolate, le finestre sghimbesce, le porte mezze sfondate e i tetti diroccati, unico borgo rurale rimasto “vergine” a Milano.

La fondazione del borgo di Assiano risale all’anno Mille. Tracce della sua esistenza se ne trovano già in una sentenza del 1045 e in una dell’anno successivo, con la quale il conte di Milano riconobbe alla basilica di Sant’Ambrogio il possesso di alcuni beni ad Axiliano, già appartenuti ad un certo Arderico de Muzano. Nel museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano si trova una lapide con la scritta “AXILIANUM”, accompagnata da una targhetta con la scritta: “Trovata nel territorio di Baggio”, cosa che lascia intendere come il ritrovamento sia avvenuto dalle parti dell’attuale cascina. Per anni è stato uno dei principali caseifici della zona, specializzato nella produzione di burro e formaggio. Nel 1923 entrò a fare parte assieme a Baggio del Comune di Milano e in anni più recenti è stato di proprietà della famiglia Agnelli e di Feltrinelli. Oggi fa capo ad Aler e ad altre due proprietà private. È abbandonato dal 2001 e in molti della zona rammentano l’ampio parcheggio esterno sempre pieno di Tir e la storica trattoria “La Vecchia Assiano” sempre affollata di camionisti.

Progetti per un recupero se ne sono succeduti diversi nel corso di questi ultimi anni. Uno dei più concreti è quello messo a punto dal Consorzio degli agricoltori milanesi, che vorrebbe trasformare il borgo in una moderna azienda agricola. Per il momento, però, Assiano continua a essere quello che è sempre stato: un mix di storia e agricoltura alle porte della metropoli. Stalle, granai e fienili a pochi passi da aziende specializzate in telecomunicazioni, moderni quartieri residenziali e supermercati.

C’è un dettaglio che da solo è in grado di riassumere il senso di Assiano: la casa padronale è stata costruita sulla testa di un fontanile, uno dei tanti che attraversano la zona. Tuttavia, non fu un errore di progettazione. Le cantine dell’edificio sono state costruite proprio lì perché ai tempi non c’erano celle frigorifere e grazie alla temperatura costante dell’acqua a 10 gradi, era possibile conservare a lungo insaccati, burro e formaggi.

dal sito Storie Dimenticate
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