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La guida per gite fuori porta
a Milano e Lombardia.

In giro per il
Parco agricolo
Sud Milano

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Recandosi una domenica al Parco Agricolo Sud Milano ci si può rendere conto di quale sia l’essenza di questa ampia area estesa a semicerchio lungo il perimetro a sud della provincia di Milano composta da 61 Comuni. Cascine per la vendita diretta di prodotti agricoli, agriturismi, complessi edilizi storici, i Navigli. Un quadro agricolo e storico variegato.

Il Parco Agricolo Sud è una organizzazione di punti attrezzati per lo svago, la cultura e il tempo libero, per camminate, trekking, navigazione, cicloturismo, enogastronomia; con ristoranti, trattorie e monumenti collocati all’interno di un qualificato ambiente agricolo metropolitano.

In questa definizione si comprende l’essenza dl Parco, la valorizzazione e riqualificazione delle aree agricole ed è da qui che parte il nostro progetto, far conoscere le potenzialità del territorio in una guida per gite fuori porta a Milano e in Lombardia.

Una guida dinamica che permette di conoscere anche le iniziative dei vari Comuni, dove potete interagire inviandoci le vostre segnalazioni e suggerimenti per far vivere questa realtà. Un area protetta che oggi è al centro di una potenziale grossa trasformazione in concomitanza con l’avvento del nuovo piano di governo del territorio che mira ad edificare queste aree.


 

AGRITURISMI

Per una sosta in un'oasi di pace, ristoranti a KM 0

AREE NATURALISTICHE

Immersi nella natura a pochi chilometri da Milano.

PERCORSI CICLOPEDONALI

Scopri il parco a piedi o in sella alla tua bicicletta.



 
PRODOTTI DEL PARCO

Una selezione di produttori che vendono direttamente i loro prodotti.

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La storia, le curiosità e quello che c'è da vedere nei comuni che fanno parte del Parco. 

 

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Lo storico e geografo domenicano Leandro Alberti (1479-1553) nella sua Descrizione di tutta l'Italia,la più importante opera geografica sulla penisola del XVI secolo,stampata nel 1550, chiamo Binasco "borgata fortificata graziosa e popolosa" e tramandò che il giureconsulto Andrea Alciati (1492-1550), che possedeva nel paese una magnifica villa, era solito chiamare in lingua latina il borgo ad Bacinas "ai catini", utilizzando il sostantivo di derivazione Gallo-ramanza Baccinum, "vaso recipiente", perché spesso alcuni allevamenti del territorio venivano invasi dalle piene dei numerosi corsi d'acqua che lo attraversavano. Nel 1565, Bernardo Sacco scrisse che anticamente il villaggio fu così chiamato poiché era punto di fusione tra i confini dei territori di Milano e di Pavia, separati dall'alveo del Ticinello.

Binasco, borgo di confine diviso dal fossatum (Ticinello) scavato dai milanesi nel XII secolo, fu considerato per tutto il Medioevo "terra di mezzo". Francesco Cherubini sostenne che vèss a Binasch si diceva a Milano per indicare l'"essere a mezzo di una cosa;essere a mezza strada". Lo stesso tema del toponimo sembrava indicare il numero due, la duplicità del borgo, tagliato dal Ticinello, dal quale si originava la fitta rete di rogge e cavi per l'irrigazione della fertile terra.

Tuttavia, questa rete capillare di raccolta e convogliamento idrico a volte non era sufficiente a contenere l'ingrossamento delle acque che, straripando, si versano nella bacinas , o "valli" risparmiando le insulaee o i montes, cioè i dossi. Attualmente, però, i più accreditati studiosi di toponomastica ritengono che Binasco derivi il proprio nome da bina, che nella lingua locale più antica significava "riparo, palafitta, chiusa", con un nuovo riferimento all'abbondanza delle acque ed alla convivenza con esse da parte dei primi abitanti del territorio.

Il Ticinello fu elemento ecologico rilevante per la storia del territorio Binaschino e dei suoi antichissimi insediamenti. Il corso superiore di questo canale, così come lo conosciamo, fu derivato nel Medioevo dalla riva sinistra del Ticino e condotto lungo il confine del territorio milanese da Rosate e Vigonzone e, attraverso Binasco, per Villa Maggiore, Siziano, Campo Morto e Cavagnera, con lo scopo di difendere Milano dalle incursioni degli eserciti imperiali e dei Pavesi. 

Tracce di una grande storia
A cura di Alberto M. Cuomo


 Binasco è un paese situato tra Milano e Pavia. Sul territorio del paese erano presenti nel passato molti pascoli. Il suo castello, in stile gotico è stato sede della signoria austro-spagnola, feudo dei Castaldo, dei Mendoza, dei Biumi e Recalcati; ma soprattutto vide la dominazione Viscontea, in particolare di Filippo Maria Visconti, che pare l’avesse ricevuto in feudo da Gian Galeazzo Visconti. In questa fortezza Beatrice di Lascaris, contessa di Tenda, vedova di Facino Cane, passata a seconde nozze con Filippo Maria, che da lui ebbe morte la notte dal 13 al 14 settembre 1418, vittima innocente, come ella si proclamò fino all’ultimo istante. Sposa infelice, non valsero a salvarle la testa dalla scure gli estesi domini, eserciti poderosi portati in dote, il potere, contro la passione del duca per Agnese del Maino, il quale volle la sua morte assieme al paggio Michele Orombello.

Altri ricordi da quelle mura, nel corso della Prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il 24/25 maggio 1796 Binasco venne bruciata e saccheggiata, dalle truppe napoleoniche per ordine del Capo Brigata Lannes. I francesi vollero punire il paese per l'assembramento di rivoltosi e per l'uccisione di alcuni soldati francesi in avanscoperta, durante il passaggio dell'armata napoleonica, che si recava a Pavia per sedare la Rivolta di quel luogo, fomentata da cospiratori dell'Austria. Per rappresaglia vennero trucidate circa 200 persone tra la popolazione. Il pittore Giuseppe Pietro Bagetti al seguito documentò il fatto con disegni e dipinti. Binasco subì in passato altri saccheggi analoghi dai francesi, durante la guerra franco-spagnola (1648-1659).

Nell’estate 1658 le campagne di Binasco furono devastate dalle scorrerie dell’esercito francese di Francesco I d'Este (1610-1658), duca di Modena e nell’estate dell’anno seguente da quello del duca e maresciallo di Francia “Navailles”, Philippe de Montault de Bénac (1619-1684). Queste notizie sono riportate nel Registro amministrativo parrocchiale di Binasco degli anni dal 1656 al 1662, redatto nel periodo vacante dopo la morte del parroco Pietro Francesco Stefanone in data 30 novembre 1655. Durante la dominazione austriaca, per due volte il comune fu spostato in provincia di Pavia: la prima durante il breve regno dell'imperatore Giuseppe II, la seconda e più lunga durante tutta l'esistenza del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1965 vi venne aggregata la frazione di Badile, già parte del comune di Zibido San Giacomo.

da Wikipedia


 

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