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Pioltello

www.comune.pioltello.mi.it


Di derivazione latina, Plautellum, ma di etimologia incerta è il nome della nostra città.

Poco probabile il significato di terra di Plauto, più probabile il riferimento a plautus = piatto, pianeggiante, con allusione alla natura dei luoghi. Un'altra ipotesi collega il nome di Pioltello al termine lombardo pioda o piota, che indicava la lastra d'ardesia usata dai Romani per lastricare le strade, che pare abbondasse in questa zona.

Più facile ricostruire l'etimo di Limito, dal latino limes = limite, confine, forse ad indicare il confine tra il territorio dei Torriani e quello dei Visconti. Per Seggiano una delle ipotesi (vedi il Quaderno di storia e tradizioni locali n. 6) è quella che collega il nome alla denominazione latina Septezanum, nella cui radice si riscontra il numero sette (septem) dato che, lungo l'antica strada romana in prossimità di Seggiano si trovava una pietra miliare che segnava la distanza di sette miglia da Milano. Altra ipotesi è che Seggiano derivi dal latino seges = campo coltivato, oppure, dato che è documentato anche col nome di Sillano, dal nomen gentilizio romano Silius.

La scoperta di una tomba romana a Seggiano, nel maggio del 1985, ha fatto ipotizzare la presenza di un centro abitato nel territorio di Pioltello fin dal IV secolo d.C.

Il primo documento storico in cui si parla di Pioltello è però una permuta immobiliare dell'830. Di Limito si parla invece per la prima volta nel 1178, in una pergamena dove si tratta di Giovanni da Limido, un prete in causa con altri due sacerdoti di S. Apollinare.

Tra il 1259 e il 1314 Pioltello e il suo territorio si trovano coinvolti nelle lotte tra Torriani e Visconti e nel 1302 le due famiglie firmano qui la pace denominata di Pioltello. Nel 1311 è attestata la presenza dei figli di un Ottobono da Pioltello accanto a Marco Visconti nel consiglio cittadino di Milano.

Da quel momento le vicende del territorio di Pioltello sono legate a quelle di Milano: prima le Signorie dei Visconti e degli Sforza, quindi la dominazione spagnola, poi quella austriaca ed infine, nel 1796, i Francesi. Alla caduta di Napoleone Pioltello torna sotto la dominazione degli Asburgo. Il territorio è poi partecipe delle Guerre d'Indipendenza.

Ma la pagina più importante per gli abitanti di questa zona è sicuramente quella scritta tra il 1869 e il 1870 con la fusione dei comuni di Limito e Pioltello. Si possono ripercorrere le tappe della vicenda attraverso la lettura dei Regi Decreti pubblicati tra il 17 gennaio 1869 e il 1° gennaio 1870: con il primo si decreta la soppressione dei comuni di Rovagnasco, Segrate, Briavacca e Limito, incorporati con quello di Pioltello; con un decreto successivo, il 21 giugno, viene revocato il Regio Decreto precedente e i comuni di Rovagnasco e Novegro vengono uniti con quello di Segrate, quello di Briavacca con quello di Rodano e quello di Limito con quello di Pioltello, a partire dal 1° gennaio 1870.

Pioltello e Limito offrono il loro contributo di vite umane nel corso della Grande Guerra. I caduti sono ricordati dai monumenti di via Dante a Limito e di piazza Giovanni XXIII a Pioltello. Durante la II Guerra Mondiale a Pioltello operano alcune formazioni partigiane: i caduti pioltellesi della Resistenza sono ricordati da un monumento in via don Carrera. Pioltello subisce numerosi bombardamenti, a causa della presenza della ferrovia, un obiettivo strategico. Da ricordare in particolare l'incursione aerea che nel marzo 1944 distrugge il Santuario di Seggiano, oggi ricostruito.

Negli anni '50-'60 a Pioltello confluiscono decine di migliaia di immigrati, soprattutto dal Veneto e dalle regioni del sud Italia; Pioltello si avvia così ad assumere la fisionomia che tutt'oggi conserva, con una crescita edilizia e demografica rapida e non sempre organica. In questi anni si sta cercando di dare maggiore unità al tessuto cittadino, sia con interventi di tipo urbanistico, sia con iniziative culturali e sportive, per creare negli abitanti senso di identità e di appartenenza alla città.

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