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Bareggio

www.comune.bareggio.mi.it


Il territorio comunale di Bareggio è all'inizio del cosiddetto "Magentino" a ovest di Milano, a cavallo della S.S. Padana Superiore che conduce a Novara. Confina a est con il Comune di Cornaredo, a nord con il Comune di Pregnana, a ovest col comune di Sedriano, a sud con i Comuni di Cisliano e Cusago. La superficie attuale del Comune è di kmq 11,23 che, rapportata alla superficie totale della provincia di Milano (kmq 2758,15) rappresenta in percentuale lo 0,140.

Nelle campagne circostanti, a sud, è dislocata la Riserva naturale parziale biologica "Fontanile Nuovo", una quarantina di ettari d'area protetta (oltre alle sorgenti sono inclusi i campi limitrofi) che offrono un esempio tipico di fontanile della Bassa pianura padana. La riserva è ricompresa nel vasto Parco Agricolo Sud Milano.

I primi nuclei abitativi di Bareggio sono da ritenersi antecedenti alla colonizzazione romana e risalgono probabilmente a invasori emigrati d'oltralpe, i Galli Insubri, che prevalendo sugli Etruschi tra il VI e il V secolo avanti Cristo si stanziarono nella zona tra il Ticino e l'Adda, fino a quell'epoca abitata da radi insediamenti di popolazioni Liguri successive alla coltura di Polada. Il nome della città si sarebbe poi evoluto, attraverso i secoli, come si riscontra nella toponomastica degli antichi carteggi in quello attuale; tra l'altro si ricorda che il termine "baraggia", di uso comune in queste zone sta a significare un'area incolta. La comunità cristiana di Bareggio dipese per molti secoli dalla pieve di San Vittore di Corbetta, la seconda pieve per importanza e per numero di chiese dell'intera diocesi di Milano. Probabilmente la chiesa di San Nazaro si trasformò in parrocchia nella seconda metà del XII secolo. In tarda epoca Carolingia, pare con Carlo il Grosso nell'880 d.C. questo territorio fu donato agli abati del Monastero Benedettino di S. Ambrogio di Milano che ne esercitarono il potere temporale per un lunghissimo periodo: dall'880 al 1300. Il segno raffigurativo più efficace che ci richiama a fare memoria di quel tempo è la sferza di S. Ambrogio, raffigurata nella fascia che attraversa il campo del gonfalone del Comune. La chiesa situata su piazza Cavour venne costruita in due diverse epoche: la chiesa ottagonale venne inaugurata nel 1727, il prolungamento si concluse nel 1893. E' dedicata ai Santi Nazaro e Celso che, vissuti in un periodo ancora pagano, subirono il martirio nel 69 d.C. a Milano. La loro memoria si celebra il 28 luglio: in quell'occasione sopra l'altare viene bruciato un globo di ovatta bianco con una croce rossa, simbolo del martirio e segno della caducità della vita terrena perchè hic transit gloria mundi (così passa la gloria di questo mondo).
Per favorire la partecipazione della popolazione, la festa patronale viene tuttavia celebrata la prima domenica di ottobre.
La maggior parte della documentazione storica, del periodo Comunale e Visconteo venne purtroppo arsa nell'archivio di S. Nazzaro durante la peste dell'anno 1630.

Dal sito istituzionale del Comune di Bareggio

Da vedere

Fontanile Nuovo

 

Chiesa Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso
Per la Chiesa Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso di Bareggio, non è stata trovata con esattezza una precisa data di costruzione, ma essa era sicuramente presente già nel XIII secolo quando viene menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero.
Anticamente si sa che la chiesa era direttamente sottoposta all'amministrazione della Collegiata di San Vittore di Corbetta nell'ambito dell'omonima pieve, dalla quale si sarebbe staccata come parrocchia già a partire dal XII secolo, conservando però il privilegio di godere dell'influenza della giurisdizione della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano che qui possedeva diversi fondi agricoli e terreni. Questa predominanza è oggi ricordata anche dalla frusta di Sant'Ambrogio che è possibile ammirare trasversalmente allo stemma comunale di Bareggio. La chiesa subì notevoli variazioni nel corso dei secoli, ed in particolare ottenne l'aspetto corrente dopo i lavori di ammodernamento eseguiti nel 1727, che si conclusero ufficialmente solo nel 1893. Dell'antica chiesa romanica si trovano solo alcune tracce nella torre campanaria.
Esternamente, la facciata presenta una struttura tipicamente barocca, tripartita, sormontata da un grande timpano ricongiunto ai lati della chiesa con due volute terminate da angeli annuncianti con trombe. Due nicchie accolgono le statue dei Santi Nazaro e Celso, inframezzati da una lapide con la dedicazione della chiesa.
L'interno, anch'esso di stampo puramente barocco, presenta un complesso di tre navate di cui la maggiore di grandezza quasi doppia rispetto alle laterali. Le pareti sono perlopiù bianche, mentre il tripudio di stucchi e colori si identifica all'altezza del cornicione e dei capitelli corinzi che decorano le lesene e la parte superiore della chiesa. A perpendicolo dell'altare, sul soffitto, un affresco settecentesco, realizzato in un riquadro stuccato, rappresenta "Il martirio dei Santi Nazaro e Celso".

 

Chiesa di Santa Maria alla Brughiera
La chiesa di Santa Maria, ambientata tra gli alberi ed il verde dell'antica cascina Brughiera, risale al 1482. Caratterizzata inizialmente da una struttura quadrata, attorno al 1700 la chiesetta fu ingrandita, nel rispetto però della parte antica. Fu in quel periodo che comparve anche il campanile lineare di forma quadrangolare. A 500 anni dalla sua costruzione, la chiesetta è tornata al proprio splendore grazie a recenti restauri.

 

Chiesa di Santa Maria della Neve
Situata in via Battisti, la chiesa di Santa Maria della Neve consiste in un pregevole edificio seicentesco in mattoni a vista alternato con parti intonacate o stuccate. La chiesa è dotata anche di un piccolo campanile, pure esso di origine seicentesca.
La chiesa è stata sottoposta ad un totale restauro in occasione del giubileo del 2000, anno nel quale è stato anche sostituito il semplice finestrone sovrastante il portale d'ingresso con un'opera grandiosa di vetreria, raffigurante il simbolo dell'anno giubilare 2000.

 

Santuario della Madonna Pellegrina (loc. San Martino)
Edificato nel 1960 nella vicina frazione di San Martino di Bareggio, la chiesa venne eretta su volere degli abitanti della frazione divenendo presto il luogo di culto ufficiale del borgo. Qui si consumò l'attentato alla statua della Madonna Pellegrina.

 

da Wikipedia

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