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GAGGIANO: Cappella della Madonna del Dosso

foto di Antonio Varieschi

 

Considerata un piccolo gioiello del paese di Gaggiano,la cappella sorge fra i campi delle cascine Baitana e Cantalupo, sulla collinetta del Dosso.
Il soffitto della chiesetta è in legno e sul culmine vi è una piccola croce di cemento. Ai due lati dell'ingresso ci sono finestrelle protette da una inferiata e da una grata così fitta da nascondere allo sguardo l'interno. Sopra l'altare una tela riproduce l'Annunciazione, probabilmente dipinta ad imitazione di un identico soggetto già presente nei secoli precedenti. C'è anche un affresco, recentissimo (1987), con un' immagine presa dalla tradizione del Dosso: quella di una Madonna che allatta il bambino. Una Madonna fasciata di un panno nero al posto dei panni azzurri e rosa dell'iconografia religiosa.

Alla Madonna del Dosso è legata una tradizione religiosa e popolare la cui origine si perde nel tempo. Racconta la leggenda di un contadino che si trovava ad arare i terreni, luogo noto a tutti come campagna dei Borini. Ad un tratto, durante l'aratura, i due buoi si fermano e le loro corna tracciano nell'aria un segno di diniego. Il contadino grida, li incita per far riprendere il lavoro. Ma i buoi sono immobili fino a quando li percuote sulle zampe. Solo in quel momento i buoi piegano le zampe anteriori e s'inginocchiano. Qualcosa li ha fermati, qualcosa che l'uomo perplesso, cerca di scoprire e siccome non c'è niente in vista, lo cerca sotto terra. Smuove con le mani, scavando fino a che dal terriccio non compare un pezzo di muro colorato col disegno della Madonna. Il contadino torna alla cascina gridando al ritrovamento. Un piccolo corteo ritorna con lui al campo dei Borini, dove i due buoi hanno fatto brava guardia alla Madonna, e la parete dipinta viene portata su di un carro alla chiesa del paese, l'unico posto adatto ad ospitarla. Alle prime luci del giorno dopo la Madonna non c'è più. Nel frattempo il contadino è già sul campo a riprendere il lavoro e si ripete la scena: i due buoi, sempre i medesimi, si fermano nello stesso punto; lì dove c'è ancora l'immagine della Madonna. La mattina dopo, l'immagine è nel campo. Succederà per la terza volta: la si porta alla chiesa; la si ritrova li. Tutti capiscono che è lì che vuole stare. Si costruisce in fretta una cappella, vi si pone il dipinto. E l'aratura riprende, con un occhio rivolto ai buoi ed uno, rispettoso, alla vicina casa della Madonna dei Borini.
I dati e le notizie contenute in queste pagine sono stati ripresi da una pubblicazione de: "Il Ponte". A sua volta, detta pubblicazione, ha ricavato la documentazione da scritti editi ed inediti conservati negli archivi della Parrocchia di Sant'Invenzio in Gaggiano e degli PP. A.B. di Milano.

da http://www.visitamilano.it

 

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