Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

CORNAREDO: la ghiacciaia

La ghiacciaia, ubicata nei pressi della Cascina Favaglie S. Rocco e per lungo tempo dimenticata, è forse una delle più grandi e monumentali della Lombardia. Misura infatti alla base 10 metri di diametro per una altezza di 6 metri ed è una delle poche provvista di ben due ingressi: il primo a nord per l’introduzione del ghiaccio, il secondo a ovest per l’accesso pedonale.

Le prime notizie certe si riferiscono ai primi dell’Ottocento, quando, come pertinenza della Cascina Favaglie, apparteneva alla nobile famiglia Serbelloni. Poi passò alla famiglia Litta Modigna- ni che la tenne fino al primo dopoguerra. Antenata del moderno frigorifero, la ghiacciaia serviva in origine per conservare tutto ciò che in cascina era deperibile, come salumi, carni e formaggi, riconvertendosi poi, nel secolo scorso, anche a magazzino per la vendita del ghiaccio (uno dei clienti più affezionati era l’Ospedale Ca’ Granda di Milano).

Il principio era molto semplice: una costruzione seminterrata a cupola a tutto sesto e completamente realizzata in mattoni di cotto, ove veniva stipata una grande quantità di blocchi di ghiaccio raccolti nei mesi invernali nelle circostanti “marcite” preventivamente allagate. Per garantire una buona coibentazione la ghiacciaia era ricoperta da un congruo strato di terreno, sopra il quale era piantumato un ombroso “boschetto” ed era dotata di doppia porta su entrambi gli ingressi. In queste condizioni il ghiaccio si conservava facilmente per tutto l’anno.

 

 

CERCA NEL SITO

SELEZIONATI PER VOI...

Tieniti aggiornato sugli avvenimenti nel parco