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CHIARAVALLE: Il mulino dell'Abbazia

Inaugurato sabato 21 marzo 2009 dopo dieci anni di restauri (e un investimento di circa 1,5 milioni di euro, di cui circa un milione investito da Provincia di Milano e Parco Sud) l'antico edificio, coevo dell'Abbazia, ha ripreso a funzionare: i lavori hanno consentito non solo il restauro delle strutture ma anche la riattivazione del sistema molitorio, con finalità sia produttive sia didattiche.

Costruito contemporaneamente all’Abbazia, il mulino è citato per la prima volta in un testimoniale del 1238, che ne individua però solo il corpo centrale e le due ruote. Bisogna aspettare fino al 1700 per avere informazioni più precise sulla sua attività e sulla definizione dello spazio. Nel 1798 il mulino, di proprietà dei monaci cistercensi, viene venduto e subisce poi diverse trasformazioni, prima come casa del mugnaio e poi diviso addirittura in una dozzina di unità, finché viene definitivamente abbandonato intorno al 1963, con il trasferimento delle ultime famiglie.

Sebbene i cistercensi siano rientrati a Chiaravalle già nel marzo del 1952 - dopo più di un secolo e mezzo di forzata lontananza - la Comunità lo riacquisisce con l’annessa marcita solo nel 1977.
Affacciato su un ampio cortile cintato, nel quale sorgevano la cascina e altre attrezzature, l’antico mulino comprende locali di epoche diverse, raggruppati intorno all’edificio originario del XII secolo; è diviso in due parti, una costituita da un piano terra e un primo piano utilizzati a suo tempo come deposito di frumento, l’altra da un piano terra inserito nel fossato che deriva dalla roggia Vettabbia, dove c’è tuttora la sella della ruota, e un piano superiore che poggia su archi impostati sugli argini. La tipologia dell’edificio è a pianta rettangolare con muro di spina, copertura a due falde in coppi con capriate a vista e prospetti scanditi da bucature ad arco e monofore.

L’accesso al mulino, in via Sant'Arialdo 102, è possibile solo con visite guidate nei weekend, curate dalla cooperativa Koiné di Novate Milanese. Per informazioni: te. 02 42292265, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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