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"Il terreno del Comune di Cesano Boscone è tutto piano e per la maggior parte irriguo. Confina a levante con Baggio, a mezzo dì con Corsico, a ponente con Trezzano sul Naviglio e a sud con Baggio. La popolazione è in massima parte agricola e vive del prodotto del proprio suolo, cioè farina di frumento di granoturco, riso, latticini e fa uso di carne relativamente alle proprie condizioni" (b.35, f.873, introduzione al foglio di statistica delle imposte di consumo del 1923). La descrizione del 1923 colloca il Comune geograficamente e fotografa la situazione economica della cittadinanza.

Il nome Cesano rievoca l'antico periodo romano, quando molti territori padani venivano assegnati ai veterani delle campagne militari in compenso dei servizi resi; si avanza così l'ipotesi che Cesano stia a significare "territorio di Caesius", il primitivo colonizzatore.

Si presume che l'aggiunta "Boscone" sia dovuta al fatto che il territorio di Cesano fosse circondato da boschi.

Scavi archeologici, effettuati nell’area della chiesa di San Giovanni Battista, ne testimoniano l’origine romana come anche la posizione di due strade principali, Via Roma e Via Milano, anticamente via Dante e via Monegherio, che si incrociano come il "Decumanus Maximus".

Sulla piazza della chiesa vi é un sarcofago di forma rettangolare , scavato all'interno, mancante di coperchio e con un foro laterale, e una stele votiva con una dedica al dio Giove.

Altri scavi archeologici hanno portato alla luce una necropoli databile alla dominazione longobarda. Fu proprio l'esame della disposizione degli scheletri, sistemati in linee parallele, e non sparsi senza un ordine preciso com'era in uso presso i Romani, a consentire di far risalire le sepolture all'epoca della dominazione longobarda.

Si ipotizza che la chiesa di San Giovanni Battista sia stata fondata dalla regina Teodolinda nel 613, dopo la sua conversione al Cristianesimo.

Nel tardo periodo imperiale , si trasforma in un’ importante Pieve che ingloba le terre di Rosate Decimo e di Locate Triulzi con le relative pievi (Archivio Storico Lombardo) includendo così, durante il Medio Evo, ventisei chiese della diocesi milanese ( "Liber Sanctorum Mediolani" del 1300).

Il primo documento in cui viene citato  è datato 7 agosto 1264 ( ?Atti del comune di Milano?), mentre nel 1346 viene elencato come la località, "el locho da Cisano" a cui è demandata la manutenzione delle strade "da Bagio" e "dal Naviglio". La conferma di questa attività è testimoniata dal più antico dei documenti dell’archivio storico datato 1787.

Nei registri dell’estimo del Ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti Cesano Boscone risulta locato nella medesima pieve.

Cesano Boscone fece parte del contado di Milano; nel X secolo, quando era un borgo di discrete dimensioni, fu sotto la giurisdizione della comunitá religiosa Olivetana di Lorenteggio. Con il passare del tempo l'importanza di Cesano cominciò a diminuire, soprattutto per il progressivo depauperamento demografico del comune, che subì un'ulteriore drastica diminuzione degli abitanti a seguito della pestilenza del 1629-1630. La situazione peggiorò nei decenni successivi, tanto che al censimento effettuato dal governo austriaco tra il 1770 e 1778, la popolazione residente risultò di sole 364 unitá.

Una testimonianza dell'epoca tardo-medioevale è la cosiddetta "corte del fabbro", un edificio sito tra le vie Dante e Libertá, noto come la "casa del Barbarossa", poiché si era trovato uno stemma che faceva vagamente pensare che l'edificio fosse di quell'epoca. Questa ipotesi è comunque da escludersi in base alla documentazione reperibile nella biblioteca di Baggio e soprattutto in base agli elementi gotici della costruzione, che la fanno risalire al Quattrocento.

Testimonianza dell'epoca asburgica a Cesano è "Villa Marazzi", il cui restauro conservativo è stato recentemente completato. La Villa apparteneva agli omonimi Marazzi, proprietari latifondisti, che in seguito si associarono ai conti Lattuada.

Dal censimento del 1751 esso è diviso fiscalmente in due comuni, uno dominante e uno detto de’ Fieschi, l’organo amministrativo è formato da un’assemblea dei capi di casa della comunità con funzioni deliberative, da un console con l’incarico di sovrintendere alla polizia locale  e da due dei maggiori estimati con funzioni esecutive e di giustizia. La contabilità e le riscossioni sono affidate ad un cancelliere di Milano.

Durante la dominazione austriaca, il Comune e la sua pieve vengono inclusi nella provincia di Milano. Con la legge del 26 marzo 1798, relativa all’organizzazione del dipartimento di Olona, viene inserito nel distretto di Baggio. Il decreto n. 4 del novembre 1809 lo aggrega al Comune di Muggiano e nel 1811 con decreto n.8 viene incluso nel Comune di Baggio.

Con la suddivisione delle province lombarde, durante il Regno Lombardo Veneto viene ricostituito il comune di Cesano Boscone, (notificazione del 12 febbraio 1816) e inserito nel II distretto di Milano.

L’unione delle province lombarde al Regno di Sardegna fa sì che esso venga incluso nel mandamento X di Corsico, Circondario I di Milano, provincia di Milano.

Il primo censimento, disposto dal Regno d’Italia appena nato (1861) , informa che la popolazione cesanese conta 654 abitanti , ed è amministrata da un Sindaco, da una Giunta e un Consiglio Comunale. Inoltre pare significativo segnalare che la popolazione resta numericamente invariata e al disotto del migliaio fino all’inizio del 1900. Pertanto degni di menzione sono: il primo verbale del Consiglio Comunale del 1869 e il primo regolamento edilizio datato al 1875.

Interessante è il legame dell’ Amministrazione Comunale con la chiesa di San Giovanni Battista, come attesta il mutuo acceso dal 1897 al 1903 per i lavori di riparazione, e quello con l’Ospizio Sacra Famiglia. Come emerge dal carteggio, molte sono le pratiche relative alle sovvenzioni comunali per la gestione e l’attività di questo ente, che principalmente si occupava di assistenza psichiatrica.

La riforma dell’ordinamento comunale (1926) affida  l’amministrazione al Podestà. Nel 1929 viene eseguito il primo censimento dell’agricoltura , da cui emerge l’organizzazione economica di Cesano Boscone. Essa è basata sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame. Nel carteggio è rilevante e continuativa la  corrispondenza relativa al servizio di approvazione della monta dei tori e alla statistica della macellazione per l’imposta di consumo.

L’economia, legata alla consistenza del bestiame, si sviluppa secondo due modalità: la prima sulla distribuzione e sulla vendita di latte alimentare, la seconda sulla macellazione e vendita di derivati. Quest’ultima comporta l’adesione al Consorzio Veterinario fin dal 1909 e l’efficiente attività del veterinario consorziale per la certificazione delle carni macellate e dell’igiene dei locali adibiti .

A conferma dell’impegno dell’Amministrazione Comunale è la cura per l’istruzione: la scuola dell’ obbligo ha inizio nel 1882 con la nomina del primo maestro, la prima testimonianza di Scuola Serale risale al 1916 e non meno importante è l’ istituzione della Biblioteca popolare nel 1935.

Una particolare segnalazione merita la storia di un edificio, che tanta parte ha avuto nella vita quotidiana dei Cesanesi, esso è prima sede dell’Associazione Vinicola Vittorio Veneto, durante il ventennio ospita la casa del fascio, negli anni cinquanta diventa Scuola Elementare, quindi dopo aver accolto parte degli uffici comunali, per motivi di stabilità  è stato demolito nel 2008. 

Nel 1946 il Comune torna ad essere amministrato dal Sindaco e dagli organi: Consiglio e Giunta. Sito alle porte di Milano, esso diventa sede di accoglienza di sfollati dalla guerra, di terremotati della Sicilia, delle Marche, del Friuli  e infine dagli anni sessanta di emigrati dal meridione. Proprio in questo periodo storico si andranno ad addensare nuove costruzioni, come dimostrano le domande di edilizia privata e di case popolari.

Rilevante è la crescita dei quartieri Pasubio e La Cascina, il primo si sviluppa per la presenza di fontanili e rogge, la cui prima manutenzione risale al 1862 (Fontanile Gera) e il secondo perché più periferico e vicino a Milano.

Dai censimenti degli anni sessanta dell’industria e dell’agricoltura è visibile quanto il settore economico dell’agricoltura sia ancora preponderante rispetto all’industria. Solo in seguito, il settore secondario trasformerà i quartieri periferici in residenze per pendolari verso Milano.

In questi anni anche la sede municipale si rinnova, infatti, viene deliberata la costruzione del nuovo edificio comunale in Via Pogliani, eseguito dal 1963 al 1969 ed ancora più importanti sono la realizzazione dell’ acquedotto dal 1958 al 1964, l’apertura di nuove strade di collegamento, l’ampliamento del cimitero dal 1963 al 1967 e della rete fognaria dal 1961 al 1969.

L’incremento costante  della popolazione è un altro dato che dimostra la piena crescita del Comune . Infatti i  risultati dei censimenti della popolazione evidenziano un  aumento che avrà la sua curva massima negli anni settanta: n.2.837 nel 1931; n.3.336 nel 1936, n. 3.699 nel 1951,  n.5.617 nel 1961 e 21.253 nel 1971, essi segnano ad un tempo l’evoluzione in cittadina e le conferiscono il volto, l’identità e l’assetto attuale.

Al 5 marzo del 1958 risale il decreto del Presidente della Repubblica  relativo al  gonfalone di Cesano Boscone.  È uno stendardo giallo e azzurro con uno stemma parlante: la metà superiore presenta  una testa di cinghiale su un fondo dorato, la parte inferiore raffigura un bosco tagliato a metà da una strada in campo azzurro. Il bosco riprende la tradizione medievale della presenza di fitta boscaglia intorno al paese, la testa di cinghiale era l’emblema della famiglia Baggio o Badagi, proprietaria del luogo.

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